Dic 21 2018

In solidarietà alle ragazze del progetto Athena

Condividiamo il comunicato del progetto Athena. Le femministe che lo animano hanno resistito alle violenze mosse nei loro confronti all’interno della Cavallerizza. Il dato politico è che in questi mesi, se non proprio la connivenza, il silenzio, anche il nostro, rispetto ai fatti è stato pressoché assoluto.

Non ci dichiariamo estranee a queste dinamiche, per questo assieme ad altre realtà torinesi abbiamo intrapreso Nessun* Norma, un percorso su violenza e consenso negli spazi.

Alle compagne del progetto Athena esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

https://progettoathena.blogspot.com/2018/12/comunicato-progetto-athena-sulle.html?m=1


Dic 9 2018

Canzoniere della frocia NO TAV

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A grande richiesta, la frocioniera delle canzoni usate lo scorso sabato 8 Dicembre 2018 per il grande corteo NO TAV che ci ha visto riottose e favolanti nella spezzona FROCIE FEROCI CONTRO TRENI VELOCI.

Scaldate le ugole, stay queer

 

FASULLO
AZZURRO (Conte/Celentano)

Cercano prove tutto l’anno

e all’improvviso ecco i no tav

trent’anni di gabbio sono tanti

ma siamo ancora quaggiù in città

sento scappare da lontano

quarantamila che se ne van

 

Rit: Fasullo

il vostro tunnel è fasullo

e lungo per me

mi accorgo

che da selvaggia ci sto bene

senza di te

e allora

io quasi quasi perdo il treno

e squirto, squirto sul tav

il treno dei desideri

perverse e libere si prende qua

pa pa ra pa ra ra (x 3)

 

Sembra un copione già sentito

un’autostrada, tanti anni fa

la mafia fa affari più di prima

da nord a sud, eccoli qua

siamo incazzate lo sapete

la terra è nostra, la riprendiam

 

Rit: Fasullo…

 

Diffonderemo autogestione

noi siamo tante quaggiù in città

lesbiche frocie e femministe

i nostri spazi li difendiam

dicono che siamo illegali

ma non lo dicono a casapound

 

Rit: Fasullo…

 

QUALCUNO MI PUO’ TRIVELLARE
NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE (Caterina Caselli)

La verità ti fa male, lo so…

La verità ti fa male, lo sai!

 

Qualcuno mi può trivellare, ma non sei tu

(la verità ti fa male, lo so)

Lo sai che ho scheccato una volta e adesso di più

(la verità ti fa male, lo so)

Dovresti pensare che

le frocie son guerriglier

E tregua non ve ne diam

siamo tutte qua, combattiamo il tav

 

Abbiamo il diritto di viver come vogliam

(la verità ti fa male, lo so)

Per questo con glitter e tacchi siamo no tav

(la verità ti fa male, lo so)

Noi siamo venute qua,

scopando per la città

faremo tremare l’alta velocità

con promiscuità

 

Se hai rubato fino ad ora ti dico che

pagherai più cara la verità,

noi lottiamo unite, e sai perché?

Combattiamo con favolosità.

 

Molto, molto più di prima io lotterò

contro il patriarcato ed ogni tabù

e d’ora in avanti prometto che

quel che hai fatto tu io butterò giù

 

Abbiamo il diritto di viver come vogliam

(la verità ti fa male, lo so)

Portiamo nella Valsusa la frocietà

(la verità ti fa male, lo so)

Dovresti pensare che

le frocie son guerriglier

E tregua non ve ne diam

siamo tutte qua, combattiamo il tav

Qualcuno mi può trivellare, ma non seeeeeei tuuuuuuuu

 

TIRALO (COMPRAMI/Viola Valentino)

Se non c’è sul tuo documento

un sesso che è di tuo gradimento

se non sei eterosessuale

e non hai una vita normale

se tu hai già mille lavori

ma non hai stipendi sicuri

se per te il sabato sera

non c’è mai una festa sicura

 

Rit: Tiralo

un tacco a spillo

sopra i cantieri e ai carabinieri

le trans i froci i punk le butch

le femministe

stanno creando un mondo una poesia

e non se ne andranno via

 

Felicità

è pratica ribelle che occupare mi fa

e prendermi lo spazio per la sessualità

paparaparaparapapparappa…. parapaaaa!

 

Se a te che hai una vagina

ti hanno detto fin da bambina

che per te non è conveniente

divertirti con troppa gente

 

se in questo mondo sessista

ti hanno detto sei terrorista

rispondiamo tutto d’un fiato

terrorista è il patriarcato

Rit: Tiralo…

 

LA CANZONE DELLE MONDINE FROCIE

Sebben che siamo donne, paura non abbiamo

ci voglion zitte e buone

ma tanto non ci stiamo

la libertà non viene

senza la ribellione

froce trans e femministe

i piani vi guastiamo

 

Rit: oli-olì-olà– contro il tav noi siamo qua

siamo qui tutte compagne

froce trans lesbiche e cagne (x 2)

 

Sebben che siamo lelle, paura non abbiamo

scopando con le amiche

quanto ci divertiamo

la libertà non viene

senza la ribellione

froce trans e femministe

sul tunnel noi veniamo

 

Sebben che siamo trans, paura non abbiamo

il corpo ci appartiene

il genere inventiamo

il genere non viene

appresso ai genitali

noi siamo favolose

voi siete tutti uguali

 

Rit: oli-olì-olà…

 

Sebben che siamo froce, paura non abbiamo

il pride non ci soddisfa

Valsusa frocizziamo

Da froce e da no tav, non ci civilizziamo

tenetevi il progresso

ci decolonizziamo

 

Rit: oli-olì-olà


Dic 3 2018

CUPIE CONTRO IL TAV

frocie contro il tav

 

L’OTTO VENIAMO, VENIVAMO E VERREMO SEMPRE:Torino, piazza Statuto, 8 dicembre ore 15

Siamo frocie precarie, trans poliamoros*, lesbiche migranti, queer terrone, bisex, infette, disoccupate, straniere, zoccole, drogate, cagne, vacche, capre. Siamo transfemministe.

L’8 ci assembriamo, e saremo chiassosamente visibili, per rivendicare il diritto di autodeterminazione sui nostri corpi e sui territori in cui viviamo: valli, paesi isole e città. La nostra sicurezza è essere protagoniste dei processi collettivi per creare spazi di esistenze e resistenze; non essere marionette nelle mani dello stato, della politica, del capitale e di progetti e decreti insalvabili dal retrogusto repressivo, fascista e razzista.

Assembrandoci, contestiamo un dispositivo – il TAV – che mentre minaccia la vita di un territorio per accelerare il transito di merci, cerca di impedire con feroce violenza la libera circolazione dei corpi e degli esseri viventi, al di là di ogni frontiera. Combattiamo le frontiere dei nostri corpi, sui nostri corpi. E con i nostri corpi combattiamo le frontiere e tutti i dispositivi che dividono, che opprimono, cancellando possibilità di r/esistenze.

Ci assembliamo per investire il presente e il futuro di rapporti umani e non umani liberi da tutte le oppressioni che questo schifo di sistema costruisce e fomenta: paternalismi, maschilismi, sessismi, razzismi, omolesbotransfobie, classismi e tutte le altre forme di fascismo più o meno mascherato per fomentare la guerra tra poveri.

Veniamo in piazza per alimentare il fiorire di assemblee e luoghi in cui tutte e tutti possano esprimersi ed essere ascoltate.

In assemblaggio, rivendichiamo il diritto alla lentezza: a riprendersi il proprio tempo personale e collettivo; per interrompere e sabotare il ritmo – produci-consuma-crepa – imposto dal capitale e contrastare la logica che trasforma i luoghi in location e grandi opere e organizza il tempo in grandi eventi sganciati dalle esigenze reali degli esseri viventi e non viventi.

Veniamo in strada contro la militarizzazione, le politiche autoritarie, repressive, limitanti delle libertà degli individui riassunte in un bignami dal progetto della TAV, dalle altre Grandi Opere inutili, così come dal decreto Salvini. Veniamo in piazza per la libera espressione del dissenso, per il diritto di assemblarci e per la connessione delle lotte. Liberando i nostri corpi, liberiamo le frontiere.

Per queste ragioni, quella No Tav è anche la nostra lotta

Veniamo anche noi al corteo del 8 dicembre
muovi il culo con noi e libera le tue frontiere
in una spezzona transfemminista chiassosa, colorata,
ribelle, variegata, cosmopolita, irriverente, glitterata.

Per l’autodeterminazione dei corpi, per l’autodeterminazione dei territori

Veniamo, venivamo, e verremo sempre

Ah Squeerto!

CERCA LA CARRELLA, SCALDA LE CORDE VOCALI E PORTA I TACCHI A SPILLO CHE VORRESTI TROVARE

 


Nov 27 2018

¡Gritería Transfemminista!

Dal 18 aprile duemiladiciotto in Nicaragua, la brutale risposta del regime dittatoriale di Daniel Ortega ai giovani che hanno protestato contro le riforme del sistema pensionistico, ha scatenato numerose proteste a livello nazionale che sono state represse col sangue. Ad oggi il massacro in corso, con la complicità di gruppi armati paramilitari, ha causato la morte di oltre 500 persone, così come centinaia sono i prigionieri e le prigioniere politiche; gli ultimi aggiornamenti parlano di 1486 persone scomparse e oltre 50000 esiliat*. Dall’aprile 2018 sono molte le donne rapite, violentate, torturate e messe costantemente sotto minaccia nei loro quartieri e comunità. La repressione in Nicaragua continua ad accanirsi contro le attiviste trans, froce femministe che da anni stanno combattendo il regime, immaginandosi e costruendo negli spazi di movimento pratiche di resistenza non machiste.

In Nicaragua la notte del 7 dicembre si celebra la Gritería, una festa in onore della madonna, e per festeggiare la “purissima e immacolata concezione di Maria” le strade si riempiono di canti e brindisi in onore della Vergine.

¿Quien causa tanta alegría?
¡La Concepción de María!

Venerdì 7 dicembre al Csoa Gabrio (Via Millio 42) insieme a tre attiviste femministe nicaraguensi AH!Squeerto vi invita a una gritería transfemminista!!

H 19.00 chiacchierata con Bertha, Mafe e Gaby sulle forme di resistenza e di lotta femminista in questi otto mesi di rivolta popolare in Nicaragua.

Aperitivo della madonna con Gallo pinto (riso e fagioli rossi)

H 22.30 concerto “Dejanos volar” di Gaby Baca Loca e Mafe Carrero

a seguire dj set diy (Do it yourself)

A titillarvi durante la serata:

FAVOLOSA LOTTERIA/ primo premio: dall’Argentina un’autoproduzione per farvi godere come meritate

Bertha Massiel Sánchez. Attivista femminista e operatrice sociale. Partecipa alla Articulación Feminista de Nicaragua, facendo parte anche di altre reti femministe latinoamericane. Ha lavorato con diverse organizzazioni per l’autodeterminazione della sessualità e della riproduzione in Nicaragua e nel Centroamerica. Attualmente svolge un dottorato all’Università di Zaragoza.

Gaby Baca La BacaLoca. Artista, cantautrice, ex pubblicista, lesbica, strega e pazza, è anche una produttrice indipendente e femminista autonoma. Combina musica e umorismo.
Nei suoi oltre 15 anni di carriera ha creato, sostenuto e partecipato a diverse campagne ecologiche, contro la violenza sulle donne, contro le molestie di strada, per il diritto di decidere sul proprio corpo. Attualmente Gaby Baca gestisce, nella sua casa, un piccolo ostello e uno spazio culturale chiamato Casabierta.

Mafe, Maria Fernanda Carrero Loaisiga, nata a Managua, Nicaragua. A 17 anni inizia a muovere i primi passi nell’arte della cultura hip hop e della street art usando la pittura come mezzo per protestare su questioni sociali politiche, ecologiche e femministe. La situazione in Nicaragua l’ha costretta come molt* altr* ha lasciare il paese. Insieme a Gaby sta portando avanti un tour autogestito per denunciare ciò che sta accadendo, cantando per la libertà e per la fine della dittatura.

Desde el 18 de abril de este año, en Nicaragua, siguen siendo reprimidas con la sangre las protestas contra la feroz reacción del régimen dictatorial de Daniel Ortega a los jóvenes que llenaron las calles para manifestar contra las reformas de la Seguridad Social. La matanza no se ha acabado todavía y, con la complicidad de grupos armados paramilitares, ha producido la muerte de más de 500 personas, tal como much*s son l*s pres*s polític*s; se cuentan sobre 1486 personas desaparecidas y más de 50000 en exilio. Muchas han sido las mujeres secuestradas, violadas, torturadas y que constantemente sufren amenazas en sus barrios y comunidad. Las que más se ven afectadas son las activista trans, maricas feministas que desde hace años están oponiéndose al régimen, imaginando y construyendo espacios de movimiento y prácticas de resistencia no machistas.

En Nicaragua la noche del 7 de diciembre se celebra la Griteria una fiesta en la que, para honrar la pura e inmaculada concepción de Maria, las calles se llenan de cantos y brindis.

Viernes 7 de diciembre al Csoa Gabrio, (via Millio 42), junto a tres activista sfeministas nicaragüenses, Ah!SqueerTo os invita a una GRITERIA TRANSFEMMINISTA!!

h 19.00 charla con Bertha, Mafe y Gaby sobre las formas de resistencia y lucha feminista de estos ochos meses de revuelta popular en Nicaragua.

Tapas “della madonna” con gallo pinto (arroz y frijoles)

h 22.30 concierto “Dejanos volar” de Gaby Corroto Arrendado y Mafe Carrero

A seguir dj set DIY, (Do it yourself)

Y para seduciros a lo largo de la noche:

FABULOSA LOTERÍA / primer premio: de Argentina una auto-producción para disfrutar como tiene que ser!

Bertha Massiel Sánchez. Activista feminista y trabajadora social. Forma parte de la Articulación Feminista de Nicaragua. Ha trabajado con distintas organizaciones en la defensa de los derechos sexuales y reproductivos en Nicaragua y Centroamérica y forma parte de diversas redes feministas latinoamericanas. Actualmente está haciendo un doctorado en la Universidad de Zaragoza.

Gaby Baca La BacaLoca. Artista, cantautora, ex publicista, lesbiana, bruja y loca, es además productora independiente y feminista autónoma. Su propuesta combina la música y el humor. Durante los últimos quince años ha creado, apoyado y participado en diferentes campañas ecológicas, contra la violencia hacía las mujeres y las niñas, contra el acoso callejero, y por la transparencia y el derecho a decidir sobre nuestros cuerpos, entre otros temas.
Actualmente Gaby Baca lleva, en su casa, un pequeño hostal y espacio cultural llamado Casabierta.

Mafe Carrero: María Fernanda Carrero Loaisiga. Nació en Managua, Nicaragua. Empieza a los 17 años a dar sus primeros pasos en el arte de la cultura hip hop, con el propósito de usar la pintura como un medio de protesta en temas sociales políticos, ecológicos y feministas. La situación actual en su País la obligaron, igual que a muchos nicaragüenses, a salir de la frontera. Ambas (Gaby & Mafe) están ahora mismo realizando una ruta auto gestionada y en conjunto nos traen una denuncia de una región que grita y canta por la libertad y la fin de la dictadura.

 


Ott 28 2018

queerizzare l’eterosessualità


sandra jeppesen racconta la sua storia e le sue prospettive queerizzanti eterosessualità e relazioni. “tratta i tuoi amanti come amici, e i tuoi amici come amanti”
traduzione a cura di Ah!sQueerTo Assemblea Queer Torino da https://theanarchistlibrary.org/library/sandra-jeppesen-queering-heterosexuality

queerizzare l’eterosessualità SCAN


Giu 19 2018

NOI NON DORMIAMO, NESSUN* NORMA !

nell’europa civile e democratica dei diritti e del libero scambio, per qualcun* le frontiere sono sempre più presidiate, recintate, militarizzate. il prezzo che si paga per superarle è scomparire in mare, attraversare le montagne o essere rinchius* in moderni lager. l’antirazzismo che vogliamo agire non è la commozione perbenista, voyeuristica o assistenziale che alimenta rapporti di potere asimmetrici e neo-coloniali fondati su un’idea d’integrazione lavorista schiacciata sui civilissimi modelli sociali, economici e politici europei. ci disgusta la narrazione di un occidente libero ed emancipato. esprimiamo solidarietà, complicità e mutualismo a chi cerca di abbattere le frontiere con i propri corpi e vissuti non conformi.

leviamo la nostra voce contro le istituzioni benevole, le forze dell’ordine rassicuranti, le componenti normalizzanti, che mentre sfilano in questo pride sono anche al governo con salvini e la lega. non ci allineiamo con le istanze del movimento lgbt mainstream che per poter essere riconosciuto dalla norma ne perpetra i metodi. Non vogliamo che i nostri culi vengano brandizzati e strumentalizzati elettoralmente. le stesse istituzioni torinesi che oggi si autocelebrano, bonificano a tavolino quartieri, sovradeterminando corpi e desideri, sgomberano spazi sociali e campi rom nel nome della legalità e del decoro. non partecipiamo felici al rifacimento di quartieri da cui ci avete sbattuto fuori. non vogliamo attraversare spensierate i boulevard sabaudi barricati, non abbiamo intenzione di partecipare al vostro party esclusivo ma soprattutto escludente.

siamo trans*, vacche transumanti, antifasciste, lelle, infette, transfemminist*, psiconaute, frocie, punk, antisessiste, precarie, frochattare, antispeciste, queer, queen, squinzie, disokkupate, shampiste, cagne e sorche, mutanti.

ci prendiamo spazi in cui debordare, in cui vivere, mangiare, dormire e godere; luoghi in cui accogliamo e siamo accolte, in cui scambiamo, fluiamo ed espandiamo le nostre reti. siamo le creature dei parchi e delle frasche, pronte a risplendere da quegli angoli bui in cui ci volete relegare. il più alto dei grattacieli o la più cupa delle vostre nuvole non getterà mai ombra sulle nostre r-esistenze.

rifiutiamo le categorie socialmente imposte, viviamo nelle intersezioni, nei confini, nei meticciamenti. non vogliamo incastrarci e ghettizzarci nei binarismi medicalizzati e psicologizzati: i nostri corpi e le nostre sessualità li attraversano, eccedono, deragliano. vomitiamo glitter su ogni tipo di norma. siamo orgogliose di altro e di essere altre. siamo ovunque – veniamo ovunque.

siamo frocie incazzate contro le frontiere, contro il decoro, contro la normalizzazione dei nostri corpi e desideri tutt* liber* di circolare ed autodeterminarsi!

il 28 giugno ci riprendiamo le strade e le piazze dalle quali avete voluto cacciarci: partiremo da piazza palazzo di città alle 17:30 e sfileremo fino a parco dora dove allestiremo lo spazio per un queerparty!
Tutto il ricavato della festa sarà benefit Chez Jesus – Rifugio Autogestito

 

Link evento fb: QUI


Set 25 2017

30 Settembre e 1 Ottobre – Lucrecia Masson: Attivismo Gordx

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SABATO 31 SETTEMBRE dalle 19.30 @ Centro Sociale SOS FORNACE via Moscova 5, Rho (MI)

Ah Squeerto Assemblea Queer Torino assieme alla SOS Fornace in resistenza è lieta di ospitare Lucrecia Masson, compagna Sudaka (termine dispregiativo diffuso in Spagna per definire le persone provenienti dalle ex colonie spagnole) e cicciona in decolonizzazione.

“Parlo del corpo grasso come un corpo colonizzato. Un corpo visto come inferiore da una cultura dove la magrezza si è imposta trionfalmente. Un corpo per perdere, per sparire, un corpo erroneo, un corpo errato. Però, seguendo Fanon, il colonizzato ride quando si scopre animale nelle parole del colonizzatore. quindi dico: sono la vacca.
Cerco nell’animalità la mia propria enunciazione. Sono ruminante e oso sfidare i limiti (im)posti al mio corpo e alla mia umanità”.

Apriamo uno spazio di confronto e discussione ponendo al centro il corpo eccedente come dispositivo di dissidenza politica e artistica e mettendo in discussione il concetto di corpo “normale”.

Ecco il programma intero delle iniziative di SOS FORNACE, spazio da difendere con tutte le nostre corpe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 1 OTTOBRE dalle 16.00 @ C.S.O.A. GABRIO, via Millio 42, zona San Paolo Antirazzista, Torino

Laboratorio corporeo di Lucrecia Masson, rivolto a chi vuole pensare e sentire partendo dalla propria carne.

Attraverso questo workshop, in cui parole e corpi circoleranno nello spazio, investigheremo la produzione politica della corporeità e delle sue possibili forme di resistenza. Ci serviremo dello strumento della performance per favorire riflessioni e processi di risignificazione cercando di superare e ridisegnare i confini e limiti del corpo normato. Attraverso il lavoro collettivo in un esercizio di immaginazione politica e poetica, cercheremo di creare nuove possibilità per il corpo, puntando tutto sui corpi differenti.
Ideali normativi di bellezza e salute/ corpi dirompenti/ etichette/ diagnosi / esistenze scomode/ soggettività vulnerabili/ corpi che suscitano schifo-paura-vergogna-insicurezza-colpa/ la ribellione dei corpi desideranti / resistenza mostruosa-femminista.

A seguire: Dj Atropeshadora ci propone un djset dove il perreo e il gusto sono protagonisti.
Decolonizzare per un po’ fianchi e testa affidando il corpo al piacere e al contatto.
Se non posso perreare non è la mia rivoluzione!

Per info: ahsqueerto@distruzione.org
https://ahsqueerto.noblogs.org/


Set 19 2017

EPISTEMOLOGIA RUMINANTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una fanzine di corpi grassi, corpe lente, corpo dissidente scritta dall’attivistx gordx grassx LUCRECIA MASSON.

Ah!sQueerTO è lieta di collaborare con questa nuova amica argentina e di aprire un nuovo capitolo nella lotta, questa volta alla gordofobia e al fatshaming, nuovamente ponendo al centro il corpo eccedente come dispositivo di dissidenza.

E’ per questo che con piacere diffondiamo queste due fanzine, o queerzine, o fatzine, in versione spagnola autografa di Lucrecia, e con la traduzione italiana delle linguiste militanti squeer di Torino.

 

Epistemologia Rumiante di Lucrecia Masson (ESPANOL)

Epistemologia Ruminante di Lucrecia Masson (ITALIANO)


Lug 3 2017

I DIRITTI SE NON SONO PER TUTT* SI CHIAMANO PRIVILEGI

Siamo venut* a sapere della storia di B&G (QUI) che si sono rivolte al comitato di quartiere di Vallette dopo aver cercato aiuto in varie strutture istituzionali. Non riprenderemo i particolari delle loro storie, ma B&G sono giovani, sono una coppia e  sono madri. B&G sono in oggettiva difficoltà a portare avanti le proprie scelte di vita, ma non sicuramente per mancanza di forza e determinazione. B&G non hanno accesso a nessuna delle figure di aiuto e sostegno alle famiglie che le istituzioni propongono. Non ci sono tutele per loro perchè per il tipo di relazione che hanno non esistono caselle legali, anzi. Il paternalismo delle istituzioni le vorrebbe vittime della loro giovane età e di storie difficili, e quindi invece che essere titolate di sostegno nelle loro scelte, sono invitate a  prendere delle strade di vita più “consone”, scelte per loro da altri.
Ma B&G rifiutano di farsi vittime, di lasciare ancora una volta che altri decidano per loro. L’assessore alle pari opportunità della città-vetrina (anche gay friendly) Torino offre loro qualche giorno in ostello, gli assistenti sociali non fanno altro che proporre loro di non condividere gli spazi e  la vita come loro vorrebbero, offrendo solo ed unicamente soluzioni temporanee separate. Nessuno sembra poter fare nulla, tutti si dichiarano con le mani legate ma nessuno alla fine sostiene questa vite così “improponibili”. Allora noi vorremmo interrogare chiunque abbia festeggiato manovre del potere sui cosiddetti “diritti LGBT” (targato PD  per la Cirinnà, o 5stelle sulle politiche locali); se le tutele non servono a chi sta nella situazione più complicata, cosa c’è da gioirne?

B&G sono state estremamente coraggiose non solo nel rifiutare il paternalismo dell’assistenza, ma anche a voler raccontare pubblicamente la propria situazione. Chissà quante storie similmente complicate non arrivano alle orecchie di nessuno. Vogliamo dire ai soggetti che sentono di aver “avanzato” nell’acquisire il contentino del  DDL Cirinnà, che se le tutele non servono a chi è in una situazione come B&G, se i diritti riguardano solo chi “se li può permettere” -per classe sociale e reddito, per età, per storie di vita, per nazionalità- allora si chiamano PRIVILEGI e, come già dicevamo in altre occasioni, non c’è nulla da festeggiare nell’acquisirli.
Non solo, festeggiare o meno non è solo una questione di “inclusività” o di speranza in avanzamenti futuri (“un passo alla volta verso il sole dei diritti”), festeggiare o chiedere diritti è un modo di posizionarsi politicamente che rinforza il privilegio, accresce le disparità e lascia spazio alla normalizzazione invece che alla critica; tale posizione non ci appartiene, in quanto soggetti queer, non perchè siamo guastafeste, ma perchè abbiamo ben presente che non c’è vero progresso se permangono differenziazione ed esclusione.

Vogliamo invece esprimere solidarietà e sostegno a B&G,

AH!squeerto – assemblea queer torino


Giu 17 2017

A CORPO LIBERO… MA DE CHE? Ovvero: di cosa parliamo quando facciamo liberazione dei copri?

“Attenzione, siore e siori! Il nostro pr_Hyde quest’anno si rinnova: includiamo, autodeterminiamo, finanche rrrivoluzioniamo! Che cinema! La confezione è cambiata per la gioia dei più piccini, ma – non temete, mamme! – resta la stessa stantia sostanza di sempre!”

Anno dopo anno si ripete la messinscena del Pride: contenitore vuoto di rivendicazioni ma scintillante vetrina delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dei sindacati. È questa la vostra idea di liberazione dei corpi?

La liberazione dei corpi passa dal decreto regolarizzatore di una movida appiattita – che vieta il bivacco ma lascia (semi)libera l’offerta commerciale dei locali all’interno dei recinti? Passa dal fermo, dal pestaggio violento e fascista di una diciannovenne in una caserma di polizia, o da quello di un senegalese tra i banchi di Porta palazzo? L’esemplare liberazione dei corpi a Torino – nella sola ultima settimana – è la solita merdosa combo di profitto e repressione!

A corpo libero… libero – come il corpo di Theo, stuprato dalla polizia francese con un manganello – di essere pestato e violentato dalla polizia
A corpo libero… libero di essere respinto dal decreto Minniti sull’immigrazione
A corpo libero… libero di essere coperto o scoperto, purché non scandalizzi rispondiamo: “col pelo d’estate, nudo a gennaio”
A corpo libero… libero di essere rinchiuso in carcere solo per provare a resistere a uno sfratto
A corpo libero… libero – come il corpo di Adriana, donna trans deportata in varie sezioni maschili, e poi in isolamento – di essere rinchiuso in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio
A corpo libero… libero di essere sedato se provi a fare troppo rumore in un CPR
A corpo libero… libero di essere sgomberato dai quartieri, pronti a trasformarsi in tazzine di caffè lucide e scintillanti
A corpo libero… libero di essere normato da chirurghi che “correggono”, giudici che “autorizzano”, medici che “diagnosticano”
A corpo libero… libero di vivere nel binarismo, di scegliere tra gli 0 e gli 1
A corpo libero… libero di finire in prigione preventiva per 9 mesi se provi a ribellarti durante uno stupro di gruppo e ne ammazzi uno!

Per questi motivi abbiamo deciso di non attraversare questo Pride, sempre più brandizzato e sempre più povero di contenuti.

A una parata che procede con in testa una sindaca che vende un parco pubblico affinchè sia riempito di gabbie contenenti corpi sofferenti (A CORPO LIBERO?)
A una parata che procede circondata da poliziotti che il giorno prima pestano un ragazzo ammanettato ed immobilizzato (A CORPO LIBERO?)
A una parata dove l’impegno politico viene svenduto agli sponsor, alle bandiere di partiti che non muovono un dito se non gli conviene, agli interessi di coloro per i quali siamo corpi votanti & corpi consumatori.
A questa parata diciamo: nessun culo è libero finché tutti i culi non saranno liberi

La libertà di cui parlano nei loro comunicati, con la quale si fanno bell* per le foto sui giornali, per le campagne elettorali, non è la nostra libertà.
Ai millantati corpi liberi di essere ubbidienti cittadini ovvero servi dello stato e di consumare la nuova mcCola arcobaleno, opponiamo i nostri porci liberi, eccentrici e favolosi

A porco libero ci opponiamo alla retorica neoliberista che sostiene che la liberazione sessuale passi per uno spazio concesso una volta l’anno, una ricorrenza democratica per la quale dovremmo sentirci riconoscenti e sempre ci-vili
A porco libero ci opponiamo al modello sociale normativo che ingabbia anche le rivendicazioni del movimento LGBTQI*, per il quale l’affermazione personale e il riconoscimento delle dignità da parte della società tutta ha tappe obbligatorie nel nucleo famigliare, nella relazione amorosa, nel binarismo di genere, nella monogamia
A porco libero ci opponiamo al decoro del dehors e di christian Dior, praticando gaio degrado per la strada e nelle vostre case
A porco dio ci opponiamo alla retorica cattocula che strizza l’occhietto ammiccante alla comunità LGBTQI* e che pervade i discorsi intrisi di pietismo di tutt* coloro che pensano che “dio non è omofobo”. Dio esiste, se ci credi, puoi chiamarlo se vuoi potere biopolitico. Ci opponiamo ad ogni credo che voglia prescriverci chi dobbiamo amare e come dobbiamo amare, ciò che è pulito e ciò che è sporco, ciò che è decente e ciò che è indecente.
A porco libero deridiamo la vostra pavida retorica sui confini, e pretendiamo la distruzione dei CPR e di ogni frontiera
A porco libero, porc* liber* e anche i cugini cinghiali e tutti gli animali umani e non umani

Noi andiamo a ruota libera senza essere ruote dell’ingranaggio

La frocietà c’è e lotta insieme a noi, per la liberazione dalle molteplici forme di oppressione che subiscono i nostri corpi e quelli di tutt*. La rivoluzione sarà transfemminista queer o non sarà, fatevene una ragione o fateve una (rivoluzione)

Frocie e cupie a ruota libera contro decoro e confini!