Apr 13 2019

FROCIE MOSTRUOSE verso la sabba transfemminista queer antispecista, Venaus 21/22/23 giugno.

Per sopravvivere sotto lo sguardo repressivo della norma, il mostro deve nascondersi dentro l’armadio o sotto il letto, occultare il suo corpo osceno e desiderante. Ma quando le mostre uniscono le code e i tentacoli, aprono i culi e le cicatrici, la mostruosità diventa arma terribile, pulsante, rivoluzionaria. Lu primu mostr* stanno strisciando, saltellando, rotolando, facendo autostop in direzione Venaus, mostruosa sabba. E tu?

Mandaci la tua mostr* e scrivici se hai bisogno di chiarimenti, se hai esigenze speciali da comunicarci o proposte da condividere.
mostruosa.sabba.tqa@bruttocarattere.org


Apr 2 2019

Mimosa

Oggi è uno dei 364 anonimi giorni dell’invisibilità trans. Ne scalfiamo l’opacità pubblicando questa poesia di Minnie Bruce Pratt, compagna di Leslie Feinberg, guerrier* transgender. L’originale in inglese si trova qui. Traduzione a cura di Feminoska e Nohutlar. Godetene.

Intravedo uno sbaffo rosa dell’alba filtrare dalla finestra della tenda mentre ti inginocchi tra le mie gambe e fai scivolare il tuo cazzo dentro di me. Per un attimo sento freddo dentro e fuori, una brezza fresca sulle mie braccia, un dildo di silicone leggermente freddo che scivola attraverso le labbra, la vulva, i muscoli vaginali e la pelle. Spingi in profondità, appoggiandoti completamente su di me, circondandomi e penetrandomi con amore. Comincio a piangere, a sentirmi così piena di te, senza la rabbia e la paura che una volta mi possedeva in questo momento. Sei venuto dentro di me perché ti ho chiesto di farlo; cominci a dondolarti dentro di me.

Gli uccelli cinguettano, un tordo gorgheggia doppiette e terzine cantando sopra di noi. Il sole comincia a riscaldare l’aria della nostra tenda a cupola, il sudore scorre dal tuo petto sul mio seno. Accresci il mio desiderio con ogni colpo, e dopo un lungo viaggio estatico, dopo un tempo che più tardi mi dirai essere stata forse un’ora, arrivo all’orgasmo dalla tua pienezza, dal tuo strofinarti sulla mia clitoride. Di nuovo comincio a piangere, in modo straziante, mentre tu riposi su di me.

In dieci anni di matrimonio con un uomo, non ho mai raggiunto questo livello di piacere quando era dentro di me. Mi manipolava sempre in maniera elaborata, contorsioni di dita, pene, sempre la paura di una possibile gravidanza, sempre la sua paura di me. Ma tu sei eccitato dal mio desiderio, sei vicino all’orgasmo anche tu. I canti degli uccelli sono ora sussurri. Un’improvvisa pioggerella scuote la tenda sotto il sole, mentre giaccio al sicuro tra le tue braccia.

Sei una donna che è stata accusata di tradire la femminilità. Nei miei gemiti di piacere provocati dal tuo cazzo, forse qualcuno dirà che ho tradito la femminilità con te, che siamo traditrici del nostro sesso. Tu nel tuo rifiuto di lasciare che i gesti di quella che viene chiamata mascolinità siano appannaggio degli uomini. Io rifiutandomi di lasciare le estasi della resa a donne che possono chiamarlo soltanto servilismo. Traditrici del nostro sesso, o spie ed esploratori oltre i confini di ciò che è uomo, ciò che è donna? Il mio corpo si spalanca avidamente a ciò che non hai paura di darmi.

Ci vestiamo e usciamo dalla tenda. Camminando per la rossa strada sterrata fangosa di pioggia, nella luce del mattino, ci fermiamo ad accarezzare le mimose pudiche, a scorrere le dita lungo le minuscole foglie a forma di felce per vederle piegarsi all’istante, uno spasmo di movimento sotto il nostro tocco.

Minnie Bruce Pratt


Mar 20 2019

Smontare la gabbia! Presentazione + apericena benefit

Domenica 24 marzo aprile alle ore 18:00 presenteremo il libro Smontare la gabbia. Anticapitalismo e movimento di liberazione animale, Mimesis Edizioni. Intervengono feminoska e Marco Reggio.

Il libro
Questa raccolta di saggi si propone di fornire una panoramica su alcune nuove frontiere dell’antispecismo, interpellando collettivi, gruppi, studios* e attivist* che partecipano alla ricerca teorica e alle iniziative di questa galassia estremamente eterogenea. Un testo volutamente situato e partigiano, ma attento a cogliere non solo il carattere specista delle società moderne (e dell’Italia contemporanea, in modo particolare) ma anche le criticità dello stesso movimento e delle sue numerose anime interne. L’approccio intersezionale che attraversa la raccolta di scritti si avvale delle esperienze di ricerca e attivismo che hanno saputo mettere in connessione, fra gli altri, Animal Studies, transfemminismo queer, istanze antirazziste e anticapitaliste, resistenza animale, sociologia dei movimenti per articolare un discorso antispecista schierato contro il qualunquismo di certo animalismo di destra o comunque “spoliticizzato”.

A seguire apericena vegan benefit e proiezione del documentario sugli zoo umani.

Qui evento FB.


Mar 5 2019

SQUEERTO SULL’OTTO MARZO

Scioperiamo dalla famiglia eteropatriarcale e dalla riproduzione.

La morale cattolica usata come parametro e la promessa di futuro radioso non ci ingannano e non rendono il nostro presente più vivibile. Riconosciamo e rifiutiamo l’obbligo verso l’imperativo della specie, gli orologi biologici, le necessità della patria, della potestà, dell’eredità e le conseguenti aspettative sociali.

Scioperiamo perché le nostre relazioni d’affetto, intimità e cura sono invisibilizzate. Le nostre sono intimità altre, spesso precarie: non-coppie, non-eterocis, non sempre dotate di prole, non sessuali, fluide e mutanti.

Non aspiriamo a essere censite, a conquistare l’etichetta di famiglia: un’istituzione che incarna una microsocietà violenta.

Esploriamo nuove modalità di relazione, pratiche sessuali non finalizzate alla procreazione e pratiche di gestione della violenza e dei conflitti. Generiamo relazioni, non bambin*

Scioperiamo dal binarismo stagnante “F” o “M” per un’identità fluida del genere. Vogliamo l’abolizione del genere come categoria anagrafica obbligatoria.  Scioperiamo dalle attese interminabili per l’ottenimento delle prescrizioni ormonali per la transizione di genere. Scioperiamo dal controllo sui confini del genere.

Odiamo l’etica capitalista che mette il lavoro al centro delle nostre vite: vogliamo tempo e spazi per coltivare le nostre relazioni e la nostra favolosità. Scioperiamo dall’obbligo della presentabilità: vogliamo scegliere che vestiti indossare e come truccarci. Se ci travestiamo non sarà per i vostri profitti.

Se il dildo indica la lotta al patriarcato, il fascista guarda il dildo.

Scioperiamo, per piacere! Piacere sono il sesso, sesso per godere, godere asessuale, sesso per lavorare. Scioperiamo per il sesso sicuro oltre ai generi e i genitali e per tutte le sessualità dis/abili. Scioperiamo contro gli ambienti cosiddetti accoglienti che ci vogliono frocie ma solo se ricche, beneducate, benvestite e poco truccate.

Siamo femminili per sovvertire l’ordine del genere e sabotarlo. Siamo devianti dall’eteronorma, disertrici dagli obblighi del patriarcato e dalle sue conseguenti regole grammaticali. Siamo bestie f(e)rocie, siamo “fiere”. Scopiamo per l’estinzione. Scopiamo per godere.

Scioperiamo:

dalle continue giustificazioni: la misoginia esiste! le grasso/omo/transfobia esistono e non sono “esagerazioni”!

dal dover rispondere alla domanda “sei maschio o sei femmina?”

assieme a tutte le nostre sorell* che resistono e lottano contro il genere

 

sciopera dal genere

liberando mostri gender

sciopera dai reggiseni

dai tuoi problemi

 

Ah SqueerTo!


Feb 9 2019

Paladina delle frocie?

La pagina Facebook di Squeerto è sotto attacco. Ieri sono stati segnalati e rimossi diversi nostri post. La molla scatenante evidentemente è stata la nostra ultima presa di posizione.
Giovedì 7 febbraio, oltre 300 uomini in divisa hanno militarizzato il quartiere Aurora, a Torino. L’Asilo, storica occupazione della città, è stato di fatto sgomberato e diverse persone sono state arrestate con l’accusa di terrorismo. I fatti contestati sarebbero manifestazioni contro i CIE/CPR.
Oltre a condannare quella che eufemisticamente è stata definita “operazione di pubblica sicurezza” e a dare completa solidarietà alle persone arrestate, brutalizzate, sgomberate e caricate dalle forze dell’ordine, mettevamo in luce l’entusiasmo con cui la sindaca della città aveva accolto il raid poliziesco.

Sabato “diritti per tutti”, mercoledì “diritti con le ruspe”

 

Il nostro è un appello a tutte le persone LGBTIQ+.
Chi semina odio, chi si fa paladina di una norma bianca e borghese, chi strenuamente difende le logiche del capitale, chi fa la guerra ai poveri e alle/agli irregolari cammina in testa al pride di questa città. Sì chiama Chiara Appendino. Quella condotta sui nostri corpi e sulle nostre battaglie è un’infame operazione di pinkwashing, fermarla sta a noi.

Ci vediamo oggi alle 16 in piazza castello per il corteo


Dic 21 2018

In solidarietà alle ragazze del progetto Athena

Condividiamo il comunicato del progetto Athena. Le femministe che lo animano hanno resistito alle violenze mosse nei loro confronti all’interno della Cavallerizza. Il dato politico è che in questi mesi, se non proprio la connivenza, il silenzio, anche il nostro, rispetto ai fatti è stato pressoché assoluto.

Non ci dichiariamo estranee a queste dinamiche, per questo assieme ad altre realtà torinesi abbiamo intrapreso Nessun* Norma, un percorso su violenza e consenso negli spazi.

Alle compagne del progetto Athena esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

https://progettoathena.blogspot.com/2018/12/comunicato-progetto-athena-sulle.html?m=1


Dic 9 2018

Canzoniere della frocia NO TAV

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A grande richiesta, la frocioniera delle canzoni usate lo scorso sabato 8 Dicembre 2018 per il grande corteo NO TAV che ci ha visto riottose e favolanti nella spezzona FROCIE FEROCI CONTRO TRENI VELOCI.

Scaldate le ugole, stay queer

 

FASULLO
AZZURRO (Conte/Celentano)

Cercano prove tutto l’anno

e all’improvviso ecco i no tav

trent’anni di gabbio sono tanti

ma siamo ancora quaggiù in città

sento scappare da lontano

quarantamila che se ne van

 

Rit: Fasullo

il vostro tunnel è fasullo

e lungo per me

mi accorgo

che da selvaggia ci sto bene

senza di te

e allora

io quasi quasi perdo il treno

e squirto, squirto sul tav

il treno dei desideri

perverse e libere si prende qua

pa pa ra pa ra ra (x 3)

 

Sembra un copione già sentito

un’autostrada, tanti anni fa

la mafia fa affari più di prima

da nord a sud, eccoli qua

siamo incazzate lo sapete

la terra è nostra, la riprendiam

 

Rit: Fasullo…

 

Diffonderemo autogestione

noi siamo tante quaggiù in città

lesbiche frocie e femministe

i nostri spazi li difendiam

dicono che siamo illegali

ma non lo dicono a casapound

 

Rit: Fasullo…

 

QUALCUNO MI PUO’ TRIVELLARE
NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE (Caterina Caselli)

La verità ti fa male, lo so…

La verità ti fa male, lo sai!

 

Qualcuno mi può trivellare, ma non sei tu

(la verità ti fa male, lo so)

Lo sai che ho scheccato una volta e adesso di più

(la verità ti fa male, lo so)

Dovresti pensare che

le frocie son guerriglier

E tregua non ve ne diam

siamo tutte qua, combattiamo il tav

 

Abbiamo il diritto di viver come vogliam

(la verità ti fa male, lo so)

Per questo con glitter e tacchi siamo no tav

(la verità ti fa male, lo so)

Noi siamo venute qua,

scopando per la città

faremo tremare l’alta velocità

con promiscuità

 

Se hai rubato fino ad ora ti dico che

pagherai più cara la verità,

noi lottiamo unite, e sai perché?

Combattiamo con favolosità.

 

Molto, molto più di prima io lotterò

contro il patriarcato ed ogni tabù

e d’ora in avanti prometto che

quel che hai fatto tu io butterò giù

 

Abbiamo il diritto di viver come vogliam

(la verità ti fa male, lo so)

Portiamo nella Valsusa la frocietà

(la verità ti fa male, lo so)

Dovresti pensare che

le frocie son guerriglier

E tregua non ve ne diam

siamo tutte qua, combattiamo il tav

Qualcuno mi può trivellare, ma non seeeeeei tuuuuuuuu

 

TIRALO (COMPRAMI/Viola Valentino)

Se non c’è sul tuo documento

un sesso che è di tuo gradimento

se non sei eterosessuale

e non hai una vita normale

se tu hai già mille lavori

ma non hai stipendi sicuri

se per te il sabato sera

non c’è mai una festa sicura

 

Rit: Tiralo

un tacco a spillo

sopra i cantieri e ai carabinieri

le trans i froci i punk le butch

le femministe

stanno creando un mondo una poesia

e non se ne andranno via

 

Felicità

è pratica ribelle che occupare mi fa

e prendermi lo spazio per la sessualità

paparaparaparapapparappa…. parapaaaa!

 

Se a te che hai una vagina

ti hanno detto fin da bambina

che per te non è conveniente

divertirti con troppa gente

 

se in questo mondo sessista

ti hanno detto sei terrorista

rispondiamo tutto d’un fiato

terrorista è il patriarcato

Rit: Tiralo…

 

LA CANZONE DELLE MONDINE FROCIE

Sebben che siamo donne, paura non abbiamo

ci voglion zitte e buone

ma tanto non ci stiamo

la libertà non viene

senza la ribellione

froce trans e femministe

i piani vi guastiamo

 

Rit: oli-olì-olà– contro il tav noi siamo qua

siamo qui tutte compagne

froce trans lesbiche e cagne (x 2)

 

Sebben che siamo lelle, paura non abbiamo

scopando con le amiche

quanto ci divertiamo

la libertà non viene

senza la ribellione

froce trans e femministe

sul tunnel noi veniamo

 

Sebben che siamo trans, paura non abbiamo

il corpo ci appartiene

il genere inventiamo

il genere non viene

appresso ai genitali

noi siamo favolose

voi siete tutti uguali

 

Rit: oli-olì-olà…

 

Sebben che siamo froce, paura non abbiamo

il pride non ci soddisfa

Valsusa frocizziamo

Da froce e da no tav, non ci civilizziamo

tenetevi il progresso

ci decolonizziamo

 

Rit: oli-olì-olà


Dic 3 2018

CUPIE CONTRO IL TAV

frocie contro il tav

 

L’OTTO VENIAMO, VENIVAMO E VERREMO SEMPRE:Torino, piazza Statuto, 8 dicembre ore 15

Siamo frocie precarie, trans poliamoros*, lesbiche migranti, queer terrone, bisex, infette, disoccupate, straniere, zoccole, drogate, cagne, vacche, capre. Siamo transfemministe.

L’8 ci assembriamo, e saremo chiassosamente visibili, per rivendicare il diritto di autodeterminazione sui nostri corpi e sui territori in cui viviamo: valli, paesi isole e città. La nostra sicurezza è essere protagoniste dei processi collettivi per creare spazi di esistenze e resistenze; non essere marionette nelle mani dello stato, della politica, del capitale e di progetti e decreti insalvabili dal retrogusto repressivo, fascista e razzista.

Assembrandoci, contestiamo un dispositivo – il TAV – che mentre minaccia la vita di un territorio per accelerare il transito di merci, cerca di impedire con feroce violenza la libera circolazione dei corpi e degli esseri viventi, al di là di ogni frontiera. Combattiamo le frontiere dei nostri corpi, sui nostri corpi. E con i nostri corpi combattiamo le frontiere e tutti i dispositivi che dividono, che opprimono, cancellando possibilità di r/esistenze.

Ci assembliamo per investire il presente e il futuro di rapporti umani e non umani liberi da tutte le oppressioni che questo schifo di sistema costruisce e fomenta: paternalismi, maschilismi, sessismi, razzismi, omolesbotransfobie, classismi e tutte le altre forme di fascismo più o meno mascherato per fomentare la guerra tra poveri.

Veniamo in piazza per alimentare il fiorire di assemblee e luoghi in cui tutte e tutti possano esprimersi ed essere ascoltate.

In assemblaggio, rivendichiamo il diritto alla lentezza: a riprendersi il proprio tempo personale e collettivo; per interrompere e sabotare il ritmo – produci-consuma-crepa – imposto dal capitale e contrastare la logica che trasforma i luoghi in location e grandi opere e organizza il tempo in grandi eventi sganciati dalle esigenze reali degli esseri viventi e non viventi.

Veniamo in strada contro la militarizzazione, le politiche autoritarie, repressive, limitanti delle libertà degli individui riassunte in un bignami dal progetto della TAV, dalle altre Grandi Opere inutili, così come dal decreto Salvini. Veniamo in piazza per la libera espressione del dissenso, per il diritto di assemblarci e per la connessione delle lotte. Liberando i nostri corpi, liberiamo le frontiere.

Per queste ragioni, quella No Tav è anche la nostra lotta

Veniamo anche noi al corteo del 8 dicembre
muovi il culo con noi e libera le tue frontiere
in una spezzona transfemminista chiassosa, colorata,
ribelle, variegata, cosmopolita, irriverente, glitterata.

Per l’autodeterminazione dei corpi, per l’autodeterminazione dei territori

Veniamo, venivamo, e verremo sempre

Ah Squeerto!

CERCA LA CARRELLA, SCALDA LE CORDE VOCALI E PORTA I TACCHI A SPILLO CHE VORRESTI TROVARE

 


Giu 19 2018

NOI NON DORMIAMO, NESSUN* NORMA !

nell’europa civile e democratica dei diritti e del libero scambio, per qualcun* le frontiere sono sempre più presidiate, recintate, militarizzate. il prezzo che si paga per superarle è scomparire in mare, attraversare le montagne o essere rinchius* in moderni lager. l’antirazzismo che vogliamo agire non è la commozione perbenista, voyeuristica o assistenziale che alimenta rapporti di potere asimmetrici e neo-coloniali fondati su un’idea d’integrazione lavorista schiacciata sui civilissimi modelli sociali, economici e politici europei. ci disgusta la narrazione di un occidente libero ed emancipato. esprimiamo solidarietà, complicità e mutualismo a chi cerca di abbattere le frontiere con i propri corpi e vissuti non conformi.

leviamo la nostra voce contro le istituzioni benevole, le forze dell’ordine rassicuranti, le componenti normalizzanti, che mentre sfilano in questo pride sono anche al governo con salvini e la lega. non ci allineiamo con le istanze del movimento lgbt mainstream che per poter essere riconosciuto dalla norma ne perpetra i metodi. Non vogliamo che i nostri culi vengano brandizzati e strumentalizzati elettoralmente. le stesse istituzioni torinesi che oggi si autocelebrano, bonificano a tavolino quartieri, sovradeterminando corpi e desideri, sgomberano spazi sociali e campi rom nel nome della legalità e del decoro. non partecipiamo felici al rifacimento di quartieri da cui ci avete sbattuto fuori. non vogliamo attraversare spensierate i boulevard sabaudi barricati, non abbiamo intenzione di partecipare al vostro party esclusivo ma soprattutto escludente.

siamo trans*, vacche transumanti, antifasciste, lelle, infette, transfemminist*, psiconaute, frocie, punk, antisessiste, precarie, frochattare, antispeciste, queer, queen, squinzie, disokkupate, shampiste, cagne e sorche, mutanti.

ci prendiamo spazi in cui debordare, in cui vivere, mangiare, dormire e godere; luoghi in cui accogliamo e siamo accolte, in cui scambiamo, fluiamo ed espandiamo le nostre reti. siamo le creature dei parchi e delle frasche, pronte a risplendere da quegli angoli bui in cui ci volete relegare. il più alto dei grattacieli o la più cupa delle vostre nuvole non getterà mai ombra sulle nostre r-esistenze.

rifiutiamo le categorie socialmente imposte, viviamo nelle intersezioni, nei confini, nei meticciamenti. non vogliamo incastrarci e ghettizzarci nei binarismi medicalizzati e psicologizzati: i nostri corpi e le nostre sessualità li attraversano, eccedono, deragliano. vomitiamo glitter su ogni tipo di norma. siamo orgogliose di altro e di essere altre. siamo ovunque – veniamo ovunque.

siamo frocie incazzate contro le frontiere, contro il decoro, contro la normalizzazione dei nostri corpi e desideri tutt* liber* di circolare ed autodeterminarsi!

il 28 giugno ci riprendiamo le strade e le piazze dalle quali avete voluto cacciarci: partiremo da piazza palazzo di città alle 17:30 e sfileremo fino a parco dora dove allestiremo lo spazio per un queerparty!
Tutto il ricavato della festa sarà benefit Chez Jesus – Rifugio Autogestito

 

Link evento fb: QUI


Lug 3 2017

I DIRITTI SE NON SONO PER TUTT* SI CHIAMANO PRIVILEGI

Siamo venut* a sapere della storia di B&G (QUI) che si sono rivolte al comitato di quartiere di Vallette dopo aver cercato aiuto in varie strutture istituzionali. Non riprenderemo i particolari delle loro storie, ma B&G sono giovani, sono una coppia e  sono madri. B&G sono in oggettiva difficoltà a portare avanti le proprie scelte di vita, ma non sicuramente per mancanza di forza e determinazione. B&G non hanno accesso a nessuna delle figure di aiuto e sostegno alle famiglie che le istituzioni propongono. Non ci sono tutele per loro perchè per il tipo di relazione che hanno non esistono caselle legali, anzi. Il paternalismo delle istituzioni le vorrebbe vittime della loro giovane età e di storie difficili, e quindi invece che essere titolate di sostegno nelle loro scelte, sono invitate a  prendere delle strade di vita più “consone”, scelte per loro da altri.
Ma B&G rifiutano di farsi vittime, di lasciare ancora una volta che altri decidano per loro. L’assessore alle pari opportunità della città-vetrina (anche gay friendly) Torino offre loro qualche giorno in ostello, gli assistenti sociali non fanno altro che proporre loro di non condividere gli spazi e  la vita come loro vorrebbero, offrendo solo ed unicamente soluzioni temporanee separate. Nessuno sembra poter fare nulla, tutti si dichiarano con le mani legate ma nessuno alla fine sostiene questa vite così “improponibili”. Allora noi vorremmo interrogare chiunque abbia festeggiato manovre del potere sui cosiddetti “diritti LGBT” (targato PD  per la Cirinnà, o 5stelle sulle politiche locali); se le tutele non servono a chi sta nella situazione più complicata, cosa c’è da gioirne?

B&G sono state estremamente coraggiose non solo nel rifiutare il paternalismo dell’assistenza, ma anche a voler raccontare pubblicamente la propria situazione. Chissà quante storie similmente complicate non arrivano alle orecchie di nessuno. Vogliamo dire ai soggetti che sentono di aver “avanzato” nell’acquisire il contentino del  DDL Cirinnà, che se le tutele non servono a chi è in una situazione come B&G, se i diritti riguardano solo chi “se li può permettere” -per classe sociale e reddito, per età, per storie di vita, per nazionalità- allora si chiamano PRIVILEGI e, come già dicevamo in altre occasioni, non c’è nulla da festeggiare nell’acquisirli.
Non solo, festeggiare o meno non è solo una questione di “inclusività” o di speranza in avanzamenti futuri (“un passo alla volta verso il sole dei diritti”), festeggiare o chiedere diritti è un modo di posizionarsi politicamente che rinforza il privilegio, accresce le disparità e lascia spazio alla normalizzazione invece che alla critica; tale posizione non ci appartiene, in quanto soggetti queer, non perchè siamo guastafeste, ma perchè abbiamo ben presente che non c’è vero progresso se permangono differenziazione ed esclusione.

Vogliamo invece esprimere solidarietà e sostegno a B&G,

AH!squeerto – assemblea queer torino