Feb 9 2019

Paladina delle frocie?

La pagina Facebook di Squeerto è sotto attacco. Ieri sono stati segnalati e rimossi diversi nostri post. La molla scatenante evidentemente è stata la nostra ultima presa di posizione.
Giovedì 7 febbraio, oltre 300 uomini in divisa hanno militarizzato il quartiere Aurora, a Torino. L’Asilo, storica occupazione della città, è stato di fatto sgomberato e diverse persone sono state arrestate con l’accusa di terrorismo. I fatti contestati sarebbero manifestazioni contro i CIE/CPR.
Oltre a condannare quella che eufemisticamente è stata definita “operazione di pubblica sicurezza” e a dare completa solidarietà alle persone arrestate, brutalizzate, sgomberate e caricate dalle forze dell’ordine, mettevamo in luce l’entusiasmo con cui la sindaca della città aveva accolto il raid poliziesco.

Sabato “diritti per tutti”, mercoledì “diritti con le ruspe”

 

Il nostro è un appello a tutte le persone LGBTIQ+.
Chi semina odio, chi si fa paladina di una norma bianca e borghese, chi strenuamente difende le logiche del capitale, chi fa la guerra ai poveri e alle/agli irregolari cammina in testa al pride di questa città. Sì chiama Chiara Appendino. Quella condotta sui nostri corpi e sulle nostre battaglie è un’infame operazione di pinkwashing, fermarla sta a noi.

Ci vediamo oggi alle 16 in piazza castello per il corteo


Dic 21 2018

In solidarietà alle ragazze del progetto Athena

Condividiamo il comunicato del progetto Athena. Le femministe che lo animano hanno resistito alle violenze mosse nei loro confronti all’interno della Cavallerizza. Il dato politico è che in questi mesi, se non proprio la connivenza, il silenzio, anche il nostro, rispetto ai fatti è stato pressoché assoluto.

Non ci dichiariamo estranee a queste dinamiche, per questo assieme ad altre realtà torinesi abbiamo intrapreso Nessun* Norma, un percorso su violenza e consenso negli spazi.

Alle compagne del progetto Athena esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

https://progettoathena.blogspot.com/2018/12/comunicato-progetto-athena-sulle.html?m=1


Dic 9 2018

Canzoniere della frocia NO TAV

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A grande richiesta, la frocioniera delle canzoni usate lo scorso sabato 8 Dicembre 2018 per il grande corteo NO TAV che ci ha visto riottose e favolanti nella spezzona FROCIE FEROCI CONTRO TRENI VELOCI.

Scaldate le ugole, stay queer

 

FASULLO
AZZURRO (Conte/Celentano)

Cercano prove tutto l’anno

e all’improvviso ecco i no tav

trent’anni di gabbio sono tanti

ma siamo ancora quaggiù in città

sento scappare da lontano

quarantamila che se ne van

 

Rit: Fasullo

il vostro tunnel è fasullo

e lungo per me

mi accorgo

che da selvaggia ci sto bene

senza di te

e allora

io quasi quasi perdo il treno

e squirto, squirto sul tav

il treno dei desideri

perverse e libere si prende qua

pa pa ra pa ra ra (x 3)

 

Sembra un copione già sentito

un’autostrada, tanti anni fa

la mafia fa affari più di prima

da nord a sud, eccoli qua

siamo incazzate lo sapete

la terra è nostra, la riprendiam

 

Rit: Fasullo…

 

Diffonderemo autogestione

noi siamo tante quaggiù in città

lesbiche frocie e femministe

i nostri spazi li difendiam

dicono che siamo illegali

ma non lo dicono a casapound

 

Rit: Fasullo…

 

QUALCUNO MI PUO’ TRIVELLARE
NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE (Caterina Caselli)

La verità ti fa male, lo so…

La verità ti fa male, lo sai!

 

Qualcuno mi può trivellare, ma non sei tu

(la verità ti fa male, lo so)

Lo sai che ho scheccato una volta e adesso di più

(la verità ti fa male, lo so)

Dovresti pensare che

le frocie son guerriglier

E tregua non ve ne diam

siamo tutte qua, combattiamo il tav

 

Abbiamo il diritto di viver come vogliam

(la verità ti fa male, lo so)

Per questo con glitter e tacchi siamo no tav

(la verità ti fa male, lo so)

Noi siamo venute qua,

scopando per la città

faremo tremare l’alta velocità

con promiscuità

 

Se hai rubato fino ad ora ti dico che

pagherai più cara la verità,

noi lottiamo unite, e sai perché?

Combattiamo con favolosità.

 

Molto, molto più di prima io lotterò

contro il patriarcato ed ogni tabù

e d’ora in avanti prometto che

quel che hai fatto tu io butterò giù

 

Abbiamo il diritto di viver come vogliam

(la verità ti fa male, lo so)

Portiamo nella Valsusa la frocietà

(la verità ti fa male, lo so)

Dovresti pensare che

le frocie son guerriglier

E tregua non ve ne diam

siamo tutte qua, combattiamo il tav

Qualcuno mi può trivellare, ma non seeeeeei tuuuuuuuu

 

TIRALO (COMPRAMI/Viola Valentino)

Se non c’è sul tuo documento

un sesso che è di tuo gradimento

se non sei eterosessuale

e non hai una vita normale

se tu hai già mille lavori

ma non hai stipendi sicuri

se per te il sabato sera

non c’è mai una festa sicura

 

Rit: Tiralo

un tacco a spillo

sopra i cantieri e ai carabinieri

le trans i froci i punk le butch

le femministe

stanno creando un mondo una poesia

e non se ne andranno via

 

Felicità

è pratica ribelle che occupare mi fa

e prendermi lo spazio per la sessualità

paparaparaparapapparappa…. parapaaaa!

 

Se a te che hai una vagina

ti hanno detto fin da bambina

che per te non è conveniente

divertirti con troppa gente

 

se in questo mondo sessista

ti hanno detto sei terrorista

rispondiamo tutto d’un fiato

terrorista è il patriarcato

Rit: Tiralo…

 

LA CANZONE DELLE MONDINE FROCIE

Sebben che siamo donne, paura non abbiamo

ci voglion zitte e buone

ma tanto non ci stiamo

la libertà non viene

senza la ribellione

froce trans e femministe

i piani vi guastiamo

 

Rit: oli-olì-olà– contro il tav noi siamo qua

siamo qui tutte compagne

froce trans lesbiche e cagne (x 2)

 

Sebben che siamo lelle, paura non abbiamo

scopando con le amiche

quanto ci divertiamo

la libertà non viene

senza la ribellione

froce trans e femministe

sul tunnel noi veniamo

 

Sebben che siamo trans, paura non abbiamo

il corpo ci appartiene

il genere inventiamo

il genere non viene

appresso ai genitali

noi siamo favolose

voi siete tutti uguali

 

Rit: oli-olì-olà…

 

Sebben che siamo froce, paura non abbiamo

il pride non ci soddisfa

Valsusa frocizziamo

Da froce e da no tav, non ci civilizziamo

tenetevi il progresso

ci decolonizziamo

 

Rit: oli-olì-olà


Dic 3 2018

CUPIE CONTRO IL TAV

frocie contro il tav

 

L’OTTO VENIAMO, VENIVAMO E VERREMO SEMPRE:Torino, piazza Statuto, 8 dicembre ore 15

Siamo frocie precarie, trans poliamoros*, lesbiche migranti, queer terrone, bisex, infette, disoccupate, straniere, zoccole, drogate, cagne, vacche, capre. Siamo transfemministe.

L’8 ci assembriamo, e saremo chiassosamente visibili, per rivendicare il diritto di autodeterminazione sui nostri corpi e sui territori in cui viviamo: valli, paesi isole e città. La nostra sicurezza è essere protagoniste dei processi collettivi per creare spazi di esistenze e resistenze; non essere marionette nelle mani dello stato, della politica, del capitale e di progetti e decreti insalvabili dal retrogusto repressivo, fascista e razzista.

Assembrandoci, contestiamo un dispositivo – il TAV – che mentre minaccia la vita di un territorio per accelerare il transito di merci, cerca di impedire con feroce violenza la libera circolazione dei corpi e degli esseri viventi, al di là di ogni frontiera. Combattiamo le frontiere dei nostri corpi, sui nostri corpi. E con i nostri corpi combattiamo le frontiere e tutti i dispositivi che dividono, che opprimono, cancellando possibilità di r/esistenze.

Ci assembliamo per investire il presente e il futuro di rapporti umani e non umani liberi da tutte le oppressioni che questo schifo di sistema costruisce e fomenta: paternalismi, maschilismi, sessismi, razzismi, omolesbotransfobie, classismi e tutte le altre forme di fascismo più o meno mascherato per fomentare la guerra tra poveri.

Veniamo in piazza per alimentare il fiorire di assemblee e luoghi in cui tutte e tutti possano esprimersi ed essere ascoltate.

In assemblaggio, rivendichiamo il diritto alla lentezza: a riprendersi il proprio tempo personale e collettivo; per interrompere e sabotare il ritmo – produci-consuma-crepa – imposto dal capitale e contrastare la logica che trasforma i luoghi in location e grandi opere e organizza il tempo in grandi eventi sganciati dalle esigenze reali degli esseri viventi e non viventi.

Veniamo in strada contro la militarizzazione, le politiche autoritarie, repressive, limitanti delle libertà degli individui riassunte in un bignami dal progetto della TAV, dalle altre Grandi Opere inutili, così come dal decreto Salvini. Veniamo in piazza per la libera espressione del dissenso, per il diritto di assemblarci e per la connessione delle lotte. Liberando i nostri corpi, liberiamo le frontiere.

Per queste ragioni, quella No Tav è anche la nostra lotta

Veniamo anche noi al corteo del 8 dicembre
muovi il culo con noi e libera le tue frontiere
in una spezzona transfemminista chiassosa, colorata,
ribelle, variegata, cosmopolita, irriverente, glitterata.

Per l’autodeterminazione dei corpi, per l’autodeterminazione dei territori

Veniamo, venivamo, e verremo sempre

Ah Squeerto!

CERCA LA CARRELLA, SCALDA LE CORDE VOCALI E PORTA I TACCHI A SPILLO CHE VORRESTI TROVARE

 


Giu 19 2018

NOI NON DORMIAMO, NESSUN* NORMA !

nell’europa civile e democratica dei diritti e del libero scambio, per qualcun* le frontiere sono sempre più presidiate, recintate, militarizzate. il prezzo che si paga per superarle è scomparire in mare, attraversare le montagne o essere rinchius* in moderni lager. l’antirazzismo che vogliamo agire non è la commozione perbenista, voyeuristica o assistenziale che alimenta rapporti di potere asimmetrici e neo-coloniali fondati su un’idea d’integrazione lavorista schiacciata sui civilissimi modelli sociali, economici e politici europei. ci disgusta la narrazione di un occidente libero ed emancipato. esprimiamo solidarietà, complicità e mutualismo a chi cerca di abbattere le frontiere con i propri corpi e vissuti non conformi.

leviamo la nostra voce contro le istituzioni benevole, le forze dell’ordine rassicuranti, le componenti normalizzanti, che mentre sfilano in questo pride sono anche al governo con salvini e la lega. non ci allineiamo con le istanze del movimento lgbt mainstream che per poter essere riconosciuto dalla norma ne perpetra i metodi. Non vogliamo che i nostri culi vengano brandizzati e strumentalizzati elettoralmente. le stesse istituzioni torinesi che oggi si autocelebrano, bonificano a tavolino quartieri, sovradeterminando corpi e desideri, sgomberano spazi sociali e campi rom nel nome della legalità e del decoro. non partecipiamo felici al rifacimento di quartieri da cui ci avete sbattuto fuori. non vogliamo attraversare spensierate i boulevard sabaudi barricati, non abbiamo intenzione di partecipare al vostro party esclusivo ma soprattutto escludente.

siamo trans*, vacche transumanti, antifasciste, lelle, infette, transfemminist*, psiconaute, frocie, punk, antisessiste, precarie, frochattare, antispeciste, queer, queen, squinzie, disokkupate, shampiste, cagne e sorche, mutanti.

ci prendiamo spazi in cui debordare, in cui vivere, mangiare, dormire e godere; luoghi in cui accogliamo e siamo accolte, in cui scambiamo, fluiamo ed espandiamo le nostre reti. siamo le creature dei parchi e delle frasche, pronte a risplendere da quegli angoli bui in cui ci volete relegare. il più alto dei grattacieli o la più cupa delle vostre nuvole non getterà mai ombra sulle nostre r-esistenze.

rifiutiamo le categorie socialmente imposte, viviamo nelle intersezioni, nei confini, nei meticciamenti. non vogliamo incastrarci e ghettizzarci nei binarismi medicalizzati e psicologizzati: i nostri corpi e le nostre sessualità li attraversano, eccedono, deragliano. vomitiamo glitter su ogni tipo di norma. siamo orgogliose di altro e di essere altre. siamo ovunque – veniamo ovunque.

siamo frocie incazzate contro le frontiere, contro il decoro, contro la normalizzazione dei nostri corpi e desideri tutt* liber* di circolare ed autodeterminarsi!

il 28 giugno ci riprendiamo le strade e le piazze dalle quali avete voluto cacciarci: partiremo da piazza palazzo di città alle 17:30 e sfileremo fino a parco dora dove allestiremo lo spazio per un queerparty!
Tutto il ricavato della festa sarà benefit Chez Jesus – Rifugio Autogestito

 

Link evento fb: QUI


Lug 3 2017

I DIRITTI SE NON SONO PER TUTT* SI CHIAMANO PRIVILEGI

Siamo venut* a sapere della storia di B&G (QUI) che si sono rivolte al comitato di quartiere di Vallette dopo aver cercato aiuto in varie strutture istituzionali. Non riprenderemo i particolari delle loro storie, ma B&G sono giovani, sono una coppia e  sono madri. B&G sono in oggettiva difficoltà a portare avanti le proprie scelte di vita, ma non sicuramente per mancanza di forza e determinazione. B&G non hanno accesso a nessuna delle figure di aiuto e sostegno alle famiglie che le istituzioni propongono. Non ci sono tutele per loro perchè per il tipo di relazione che hanno non esistono caselle legali, anzi. Il paternalismo delle istituzioni le vorrebbe vittime della loro giovane età e di storie difficili, e quindi invece che essere titolate di sostegno nelle loro scelte, sono invitate a  prendere delle strade di vita più “consone”, scelte per loro da altri.
Ma B&G rifiutano di farsi vittime, di lasciare ancora una volta che altri decidano per loro. L’assessore alle pari opportunità della città-vetrina (anche gay friendly) Torino offre loro qualche giorno in ostello, gli assistenti sociali non fanno altro che proporre loro di non condividere gli spazi e  la vita come loro vorrebbero, offrendo solo ed unicamente soluzioni temporanee separate. Nessuno sembra poter fare nulla, tutti si dichiarano con le mani legate ma nessuno alla fine sostiene questa vite così “improponibili”. Allora noi vorremmo interrogare chiunque abbia festeggiato manovre del potere sui cosiddetti “diritti LGBT” (targato PD  per la Cirinnà, o 5stelle sulle politiche locali); se le tutele non servono a chi sta nella situazione più complicata, cosa c’è da gioirne?

B&G sono state estremamente coraggiose non solo nel rifiutare il paternalismo dell’assistenza, ma anche a voler raccontare pubblicamente la propria situazione. Chissà quante storie similmente complicate non arrivano alle orecchie di nessuno. Vogliamo dire ai soggetti che sentono di aver “avanzato” nell’acquisire il contentino del  DDL Cirinnà, che se le tutele non servono a chi è in una situazione come B&G, se i diritti riguardano solo chi “se li può permettere” -per classe sociale e reddito, per età, per storie di vita, per nazionalità- allora si chiamano PRIVILEGI e, come già dicevamo in altre occasioni, non c’è nulla da festeggiare nell’acquisirli.
Non solo, festeggiare o meno non è solo una questione di “inclusività” o di speranza in avanzamenti futuri (“un passo alla volta verso il sole dei diritti”), festeggiare o chiedere diritti è un modo di posizionarsi politicamente che rinforza il privilegio, accresce le disparità e lascia spazio alla normalizzazione invece che alla critica; tale posizione non ci appartiene, in quanto soggetti queer, non perchè siamo guastafeste, ma perchè abbiamo ben presente che non c’è vero progresso se permangono differenziazione ed esclusione.

Vogliamo invece esprimere solidarietà e sostegno a B&G,

AH!squeerto – assemblea queer torino


Giu 17 2017

A CORPO LIBERO… MA DE CHE? Ovvero: di cosa parliamo quando facciamo liberazione dei copri?

“Attenzione, siore e siori! Il nostro pr_Hyde quest’anno si rinnova: includiamo, autodeterminiamo, finanche rrrivoluzioniamo! Che cinema! La confezione è cambiata per la gioia dei più piccini, ma – non temete, mamme! – resta la stessa stantia sostanza di sempre!”

Anno dopo anno si ripete la messinscena del Pride: contenitore vuoto di rivendicazioni ma scintillante vetrina delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dei sindacati. È questa la vostra idea di liberazione dei corpi?

La liberazione dei corpi passa dal decreto regolarizzatore di una movida appiattita – che vieta il bivacco ma lascia (semi)libera l’offerta commerciale dei locali all’interno dei recinti? Passa dal fermo, dal pestaggio violento e fascista di una diciannovenne in una caserma di polizia, o da quello di un senegalese tra i banchi di Porta palazzo? L’esemplare liberazione dei corpi a Torino – nella sola ultima settimana – è la solita merdosa combo di profitto e repressione!

A corpo libero… libero – come il corpo di Theo, stuprato dalla polizia francese con un manganello – di essere pestato e violentato dalla polizia
A corpo libero… libero di essere respinto dal decreto Minniti sull’immigrazione
A corpo libero… libero di essere coperto o scoperto, purché non scandalizzi rispondiamo: “col pelo d’estate, nudo a gennaio”
A corpo libero… libero di essere rinchiuso in carcere solo per provare a resistere a uno sfratto
A corpo libero… libero – come il corpo di Adriana, donna trans deportata in varie sezioni maschili, e poi in isolamento – di essere rinchiuso in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio
A corpo libero… libero di essere sedato se provi a fare troppo rumore in un CPR
A corpo libero… libero di essere sgomberato dai quartieri, pronti a trasformarsi in tazzine di caffè lucide e scintillanti
A corpo libero… libero di essere normato da chirurghi che “correggono”, giudici che “autorizzano”, medici che “diagnosticano”
A corpo libero… libero di vivere nel binarismo, di scegliere tra gli 0 e gli 1
A corpo libero… libero di finire in prigione preventiva per 9 mesi se provi a ribellarti durante uno stupro di gruppo e ne ammazzi uno!

Per questi motivi abbiamo deciso di non attraversare questo Pride, sempre più brandizzato e sempre più povero di contenuti.

A una parata che procede con in testa una sindaca che vende un parco pubblico affinchè sia riempito di gabbie contenenti corpi sofferenti (A CORPO LIBERO?)
A una parata che procede circondata da poliziotti che il giorno prima pestano un ragazzo ammanettato ed immobilizzato (A CORPO LIBERO?)
A una parata dove l’impegno politico viene svenduto agli sponsor, alle bandiere di partiti che non muovono un dito se non gli conviene, agli interessi di coloro per i quali siamo corpi votanti & corpi consumatori.
A questa parata diciamo: nessun culo è libero finché tutti i culi non saranno liberi

La libertà di cui parlano nei loro comunicati, con la quale si fanno bell* per le foto sui giornali, per le campagne elettorali, non è la nostra libertà.
Ai millantati corpi liberi di essere ubbidienti cittadini ovvero servi dello stato e di consumare la nuova mcCola arcobaleno, opponiamo i nostri porci liberi, eccentrici e favolosi

A porco libero ci opponiamo alla retorica neoliberista che sostiene che la liberazione sessuale passi per uno spazio concesso una volta l’anno, una ricorrenza democratica per la quale dovremmo sentirci riconoscenti e sempre ci-vili
A porco libero ci opponiamo al modello sociale normativo che ingabbia anche le rivendicazioni del movimento LGBTQI*, per il quale l’affermazione personale e il riconoscimento delle dignità da parte della società tutta ha tappe obbligatorie nel nucleo famigliare, nella relazione amorosa, nel binarismo di genere, nella monogamia
A porco libero ci opponiamo al decoro del dehors e di christian Dior, praticando gaio degrado per la strada e nelle vostre case
A porco dio ci opponiamo alla retorica cattocula che strizza l’occhietto ammiccante alla comunità LGBTQI* e che pervade i discorsi intrisi di pietismo di tutt* coloro che pensano che “dio non è omofobo”. Dio esiste, se ci credi, puoi chiamarlo se vuoi potere biopolitico. Ci opponiamo ad ogni credo che voglia prescriverci chi dobbiamo amare e come dobbiamo amare, ciò che è pulito e ciò che è sporco, ciò che è decente e ciò che è indecente.
A porco libero deridiamo la vostra pavida retorica sui confini, e pretendiamo la distruzione dei CPR e di ogni frontiera
A porco libero, porc* liber* e anche i cugini cinghiali e tutti gli animali umani e non umani

Noi andiamo a ruota libera senza essere ruote dell’ingranaggio

La frocietà c’è e lotta insieme a noi, per la liberazione dalle molteplici forme di oppressione che subiscono i nostri corpi e quelli di tutt*. La rivoluzione sarà transfemminista queer o non sarà, fatevene una ragione o fateve una (rivoluzione)

Frocie e cupie a ruota libera contro decoro e confini!


Mar 16 2017

Corpi che non contano – Prospettive antispeciste e queer.

28 marzo 2017, h.17 – Aula 5 Palazzina Einaudi 1° Piano (accanto al Campus Luigi Einaudi), Università degli Studi di Torino – Lungo Dora Siena 68/a (Torino)


L’incontro propone una riflessione sulla liberazione animale e il transfemminismo queer da un punto di vista intersezionale. Intendiamo introdurre il pubblico alle questioni relative ai punti di contatto e di frizione esistenti nell’intersezione tra la critica antispecista e la teoria queer, e le prospettive future relative alle politiche che scaturiscono dalle alleanze anziché dall’identità dei soggetti resistenti.

Intervengono:

Federico Zappino: filosofo, traduttore e attivista transfemminista queer;
Marco Reggio: attivista antispecista, componente dell’associazione Oltre La Specie e redattore della rivista Liberazioni;
Massimo Filippi: pensatore e militante antispecista, autore di diversi saggi sulla questione animale.

Moderazione e introduzione a cura di:
feminoska: mediattivista, redattrice della rivista Liberazioni e attivista di Ah sQueerTO!
Cristian Lo Iacono: Responsabile Centro Documentazione GLBTQ Maurice e attivista di Ah sQueerTO!


Nov 30 2016

Video integrale del convegno: Disabilità e Assistenza Sessuale.

Video integrale del seminario organizzato da Ah! sQueerTO! e Centro Documentazione Maurice:

Disabilità e assistenza sessuale.
Dibattiti e analisi di pratiche di sex working.
(28 ottobre 2016, 17.30, CLE UniTo – Aula A4)

L’incontro propone l’apertura di un dibattito cittadino sulla questione dell’assistenza sessuale alle persone con disabilità fisica. A partire dal punto di vista di attivisti/attiviste e lavoratori/lavoratrici del settore, intendiamo introdurre il pubblico, il più vasto possibile, alle questioni che riguardano l’accesso alla vita sessuale, la sua piena disposizione per tutti i soggetti, e la questione quindi collegata del sex working. Gli organizzatori e le organizzatrici si pongono in dialogo con soggetti disabili, operatori ed operatrici del settore, psicologi e psicoterapeuti, attivisti e con ogni individuo interessato al tema.

Intervengono:
Gabriele Segre (Torino): Attivista queer sul tema sessualità e disabilità.
Judith Aregger (Ginevra, Svizzera): assistente sessuale e sessuologa.
Giulia Garofalo Geymonat (Lund University): Ricercatrice e attivista.

Moderazione, introduzione e traduzione:
Lia Viola: PhD in Antropologia Culturale e Attivista di Ah sQueerTO!
Cristian Lo Iacono: Responsabile Centro Documentazione GLBTQ Maurice e Attivista di Ah sQueerTO!

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Nov 19 2016

Volantino Transgender Day of Remembrance\Trans Freedom March Torino 2016

Il movimento LGBTIA e Queer scendono in piazza oggi – come ogni anno, da 16 anni a questa parte – per celebrare una triste ricorrenza: il Tdor, TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE. In questa giornata
di lutto, nella quale ricordiamo alcune delle troppe vittime dell’odio e della violenza transfobica, vogliamo dire basta alla discriminazione transfobica e alla violenza che colpisce le persone transessuali, transgender e non-binarie.

Il movimento transfemminista queer lotta da sempre contro l’oppressione e la violenza prodotte dalla cultura etero-cis-patriarcale. La violenza transfobica che anche oggi contestiamo e combattiamo, è solo l’ennesima declinazione e settorializzazione della violenza DEL genere.

Le norme etero-cis-patriarcali, che prevedono un rigido sistema di assegnazione dei generi sotto forma di un sistema binario apparentemente indiscutibile, prevedono che:

1) Il principio di assegnazione del genere su base sessuale, con il quale ci viene assegnato un genere alla nascita sulla base del sesso biologico apparente, non possa essere messo in discussione; una persona identificata in quanto maschio alla nascita dovrà obbligatoriamente essere un uomo, una persona identificata in quanto femmina dovrà essere una donna. Questo è il concetto fondamentale su cui si basa il cis-sessismo, ovvero la discriminazione di ogni persona che non rispetti questo rigido schema e che abbia un’identità di genere che differisce dal genere assegnato alla nascita.
2) i generi “uomo” e “donna” (o più genericamente la “maschilità” e la “femminilità”) sono obbligatoriamente rigidi, complementari e asimmetrici, perché funzionali ad un regime di eteronorma obbligatoria, e sono gli unici generi considerati validi: chiunque non rispetti questa rigida divisione, e non possa o non voglia ricadere in una delle due possibilità previste, viene semplicemente considerat* un “errore” da correggere. Questo è il concetto su cui si basa la discriminazione binaria delle persone che hanno un’identità di genere diversa dalle due suddette.
3) insieme ad un sesso e ad un genere, ci viene assegnato alla nascita anche un ruolo di genere a cui tutt* siamo chiamat* ad aderire e a cui nessun* può sfuggire: le persone non sono libere di interpretare soggettivamente la propria identità di genere, ma devono performarla nell’unico modo codificato che la cultura etero-cis-patriarcale prevede.

Chiunque non rispetti queste norme diventa automaticamente potenziale vittima di violenza da parte di chi sostiene e non intende mettere in discussione il sistema; questa è l’origine della violenza transfobica, e non un generico quanto non meglio definito “odio verso le persone trans”. Si tratta invece proprio dell’atto di rigettare e negare chiunque non rientri nella narrazione etero-cis-patriarcale dominante: una persona trans, semplicemente con la sua sola esistenza, mette in crisi e dimostra tutti i limiti di questo sistema, e ne paga le conseguenze diventando il bersaglio della violenza.

Le persone trans sono la prova vivente del fatto che la “narrazione del genere” dominante è violenta e oppressiva.

Non vogliamo relativizzare o sminuire la violenza transfobica, quanto decostruirla e ricontestualizzarla nella più ampia cornice della violenza legata al genere, soprattutto per poterne riconoscere le reali cause e sconfiggerla una volta per tutte. E’ fondamentale risalire alle reali cause del problema e non semplicemente limitarsi ad osservare e
denunciare un particolare tipo di violenza, quando tutte le forme di violenza legate al genere hanno una base culturale comune.
Definire la violenza sulla base di una categorizzazione delle vittime, specialmente quando le cause sono comuni, non permette di analizzare la violenza del genere come fenomeno strutturato e sistemico, nonché profondamente radicato nella narrazione culturale dominante e non solo peculiare a determinate minoranze o categorie di persone e contesti.

La violenza del genere tocca tutt*, ovunque, tutti i giorni, e tutt* dobbiamo prendere posizione affinché questa violenza cessi una volta per tutte!
Ah sQueerTO! – Assemblea Queer Torino
https://ahsqueerto.noblogs.org/
https://www.facebook.com/ahsqueerto

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